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Storia della Bakelite

Dalla bigiotteria all'uso bellico

Nel 1900 l'ingegnere chimico Baekland, professore universitario, dopo aver inventato la carta fotografica Velox, che gli assicurò un contratto miliardario con la Kodak, si iniziò ad interessare all'elettrolisi, cercando di creare in laboratorio un prodotto nuovo che sostituisse i separatori di carta ed amianto.
Fuse così insieme due elementi: il fenolo (un distillato del catrame di carbone fossile) e la formaldeide (un derivato dell'alcool etilico) inserendo un riempitivo di finissima segatura (farina di legno).
Il processo originale era lungo e macchinoso e prevedeva l'utilizzo appunto di riempitivi, quali farina di legno, carta, cotone, e temperature piuttosto alte, intorno ai 150°.
I primi due oggetti realizzati con questo materiale furono: una macchina fotografica, prodotta nel 1915 in Gran Bretagna ed un altoparlante a forma conica, costruito nel 1925 in Olanda.
Nel 1922 fu fondata la Bakelite Corporation, con Baekland presidente, che riunì la Bakelite Company, creata nel 1910 da Baekland, e due compagnie 'concorrenti': la Redmanol Chemical Products Company e la Condensite Company
Successivamente nel 1928 si introdusse il processo urea-formaleide, che semplificava il procedimento,  impiegava temperature inferiori (intorno ai 70-80°) ed eliminava i riempitivi.
Venne utilizzato nel campo dell'arredamento e della bigiotteria poiché, colorato adeguatamente, poteva imitare facilmente tantissimi materiali, quali il marmo, l'avorio, il corallo, la tartaruga, svariate pietre preziose.
Alla fine degli anni Trenta la Bakelite fu largamente introdotta nella produzione ferroviaria e navale. Negli stessi anni la stilista Coco Chanel la utilizzava per la creazione dei suoi gioielli.
Nel 1936 la produzione mondiale di Bakelite superava le 90.000 tonnellate all'anno.
Nel 1939 Baekland vendette la Compagnia alla Union Carbide e Carbon Corporation.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la richiesta di questo materiale subì un picco notevole, poiché veniva utilizzato per la costruzione di armi ma anche utensili per i soldati al fronte.
Fu uno dei materiali utilizzati per la produzione della bomba atomica.
Negli ultimi anni della sua vita Baekland iniziò ad avere dubbi riguardo il suo 'lascito' all'umanità: nel '34 egli scrisse ad un amico: 'Se potessi ancora una volta vivere la mia vita, non la dedicherei allo sviluppo di nuovi processi industriali; cercherei piuttosto di indirizzare i miei sforzi per finalizzare la Scienza al miglioramento della razza umana.'
Sembrò dunque aver previsto gli scopi antiumanitari per cui sarebbe stata utilizzata la sua più grande invenzione chimica.
Nel 1944 l'ingegnere morì in un sanatorio di Beacon, New York.
Nel 1993 la Bakelite fu riconosciuta come una Pietra Miliare della Chimica Storica Nazionale.